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Conservazione digitale fattura elettronica: guida PMI

Cosa deve sapere una PMI sulla conservazione digitale della fattura elettronica: obblighi AdE, 10 anni, chi lo fa, errori da evitare. Guida pratica biellese.

Scritto da Team ILTECPubblicato il 17 luglio 2026

Definizione: conservazione digitale fattura elettronica

La conservazione digitale a norma della fattura elettronica è il processo, definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, che garantisce a una fattura XML autenticità, integrità e leggibilità per l’intero periodo di conservazione obbligatorio, cioè 10 anni (art. 2220 Codice Civile). Salvare le fatture in una cartella su PC o NAS è archiviazione, non conservazione, e non ha valore legale. Il processo richiede firma digitale, marca temporale, un manuale della conservazione e un responsabile designato. La responsabilità legale resta del contribuente, anche quando il processo è delegato a un commercialista o a un gestionale; l’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione delle fatture transitate dallo SDI, previa adesione.

L’obbligo di fatturazione elettronica ormai lo conoscono tutti. Ma c’è un passaggio che molte PMI biellesi danno per scontato — e che in caso di verifica diventa un problema: la conservazione a norma. Emettere e ricevere fatture XML non basta. Vanno conservate per legge, in un modo preciso, per 10 anni.

Qui spieghiamo cosa significa davvero, chi lo fa al posto tuo e dove le aziende sbagliano.

In breve:

  • Le fatture elettroniche vanno conservate per 10 anni (art. 2220 Codice Civile), in modalità digitale a norma — non basta salvarle in una cartella.
  • Archiviare ≠ conservare: la conservazione a norma richiede firma, marca temporale, integrità garantita e un manuale della conservazione con un responsabile designato.
  • L’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione delle fatture transitate dallo SDI, previa adesione: per molte micro-imprese può bastare.
  • La responsabilità resta del contribuente anche quando il processo è delegato a commercialista o gestionale: devi sapere chi conserva e come.
  • La conservazione a norma copre solo le fatture: contratti, DDT, corrispettivi e documenti cartacei vanno gestiti a parte con un flusso di archiviazione dedicato.

Cos’è la conservazione digitale a norma

La conservazione digitale (o conservazione sostitutiva) è il processo, definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, che garantisce a un documento informatico autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità nel tempo. In pratica: assicura che una fattura elettronica del 2026 sia ancora valida, leggibile e non modificata anche nel 2036.

È diverso dal semplice salvataggio dei file. Il processo prevede:

  1. Apposizione di firma digitale e marca temporale sul pacchetto di documenti.
  2. Generazione di un rapporto di versamento che certifica la presa in carico.
  3. Un manuale della conservazione che descrive ruoli, processi e strumenti.
  4. Un responsabile della conservazione designato.
  5. La possibilità di produrre un pacchetto di distribuzione scaricabile in caso di controllo.

Archiviare non è conservare: l’errore più comune

È la confusione che vediamo più spesso. Molti titolari pensano: “le mie fatture sono tutte sul gestionale / sul NAS / nella PEC, sono a posto”. No.

ArchiviazioneConservazione a norma
Cosa faSalva e organizza i fileGarantisce validità legale nel tempo
Firma/marca temporaleNo
Manuale + responsabileNo
Valore in verifica AdENessunoPieno
Serve perConsultare i documentiObbligo di legge 10 anni

Salvare gli XML in una cartella è utile per lavorarci, ma non ha alcun valore probatorio. Se un accertamento richiede le fatture in formato conservato a norma e tu hai solo file sparsi, sei scoperto. La scansione e archiviazione documentale risolve il problema dell’ordine, non quello della conformità: sono due esigenze distinte.

Chi conserva le tue fatture? Le tre strade

1. Il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate

Dall’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi puoi aderire al servizio di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate. Conserva automaticamente tutte le fatture elettroniche (emesse e ricevute) transitate dallo SDI per 15 anni. Per una micro-impresa o un professionista con soli documenti elettronici, spesso è sufficiente.

Il limite: conserva solo le fatture elettroniche passate dallo SDI. Non copre corrispettivi, contratti, libri sociali, DDT cartacei.

2. Il conservatore del gestionale / commercialista

Quasi tutti i gestionali (e la maggior parte dei commercialisti) offrono un servizio di conservazione integrato, appoggiato a un conservatore accreditato. Comodo perché è tutto dentro il flusso di fatturazione. Costo tipico: qualche decina di euro l’anno per una PMI.

3. Un conservatore accreditato dedicato

Per aziende strutturate, con molti documenti diversi da conservare (fatture, contratti, corrispettivi, documenti del personale), un conservatore accreditato dedicato dà più controllo e copertura ampia.

Attenzione: qualunque strada scegli, la responsabilità legale resta tua. Devi sapere dove sono conservate le tue fatture, avere le credenziali di accesso e poter scaricare il pacchetto di distribuzione. Non delegare al buio.

Il caso di uno studio commercialista biellese

Abbiamo seguito le postazioni IT e la configurazione di uno studio di commercialisti a Biella che gestisce la conservazione per decine di clienti. Il nodo pratico non era il software di conservazione — quello lo forniva la casa del gestionale — ma avere postazioni affidabili, backup ordinato e accesso stabile ai portali AdE e al conservatore. Un fermo macchina in piena scadenza fiscale, per uno studio, vale molto più del costo di una postazione ben configurata.

E i corrispettivi telematici?

Se hai un negozio, un bar o un ristorante, i dati dei corrispettivi trasmessi dal registratore telematico RT sono già memorizzati e trasmessi all’Agenzia delle Entrate dal dispositivo stesso. Ma le fatture elettroniche che emetti (a clienti B2B o su richiesta) seguono le stesse regole di conservazione viste sopra. Non confondere le due cose: il RT gestisce i corrispettivi, non le fatture.

Quando NON devi complicarti la vita

Se sei un professionista o una micro-impresa che emette e riceve solo fatture elettroniche e nessun altro documento rilevante da conservare, il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, attivato correttamente, è probabilmente tutto ciò che ti serve. Non pagare un conservatore esterno se non hai documenti che lo giustificano. Meglio spendere quei soldi in backup e postazioni affidabili.

Il passo successivo

La conservazione delle fatture è per lo più un tema da concordare con il tuo commercialista. Il nostro terreno è l’infrastruttura intorno: postazioni stabili, backup automatico, accesso sicuro ai portali. Se vuoi mettere ordine sull’hardware e sui flussi documentali del tuo ufficio, prenota un sopralluogo gratuito: analizziamo la tua situazione e ti diciamo cosa ha davvero senso, senza vendere quello che non ti serve.

Domande frequenti

Per quanti anni vanno conservate le fatture elettroniche?
Le fatture elettroniche vanno conservate per 10 anni ai fini civilistici (art. 2220 Codice Civile) e almeno fino alla decadenza dei termini di accertamento fiscale. La conservazione deve avvenire in modalità digitale a norma, non come semplice archiviazione di file PDF o XML su una cartella.
Conservare la fattura elettronica nella cartella del PC basta?
No. Salvare i file XML su un PC o un NAS è archiviazione, non conservazione a norma. La conservazione richiede marca temporale, firma e un processo che garantisca integrità e leggibilità nel tempo, con un manuale della conservazione e un responsabile designato.
Il servizio di conservazione dell'Agenzia delle Entrate è sufficiente?
L'Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione delle fatture elettroniche transitate dallo SDI, previa adesione dall'area riservata. Copre le fatture elettroniche ma non altri documenti (corrispettivi cartacei, contratti, DDT): valuta con il commercialista se ti basta o se serve un conservatore esterno.
Chi è responsabile se la conservazione non è a norma?
La responsabilità resta del contribuente, anche se il processo è delegato a commercialista o software house. Per questo è importante sapere chi conserva le tue fatture e come, e avere accesso a un pacchetto di distribuzione scaricabile in caso di verifica.

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